Situato nella media valle di Zoldo, sui declivi che sovrastano la confluenza dei torrenti Pramper e Mareson, Forno di Zoldo è circondato dai gruppi dolomitici del Civetta e del Pelmo.
Oggi è una tranquilla località di villeggiatura e di soggiorno climatico, ma nel passato fu dapprima feudo medievale amministrato dal vescovado di Belluno e successivamente passò alla Serenissima Repubblica di Venezia. Come rivela il nome, Forno di Zoldo, che rimanda all'attività estrattiva del ferro e alla lavorazione del metallo, dal XV al XVII secolo, fu un importante polo metallurgico specializzato soprattutto nell'estrazione di ferro, piombo, zinco e nella siderurgia. A testimonianza di questo passato è oggi possibile visitare il Museo del Chiodo, vale a dire dell'oggetto che ha caratterizzato a lungo l'economia e la vita della popolazione zoldana.
Durante l'estate, il villaggio è un'ottima base di partenza per escursioni nel circondario o vere e proprie ascensioni sulle vette del Pelmo (m. 3168) o del Civetta (m.3218).
D'inverno, invece, il comprensorio sciistico è adatto soprattutto allo sci da fondo, che si può praticare nei due anelli di "Pralongo" e "Campo", quest'ultimo fornito di illuminazione notturna, ma ci sono anche piste da discesa ed uno stadio del ghiaccio.
Prima di lasciare Forno di Zoldo, vale la pena fare una visita alla Pieve di S.Floriano, del XV secolo, affiancata da un campanile ottocentesco di 80 metri.